All’inizio di marzo, la Corte Suprema degli Stati Uniti, con la sentenza Mirabelli v. Bonta, ha rafforzato il diritto fondamentale dei genitori di educare e crescere i propri figli, stabilendo che le scuole non dovrebbero facilitare la transizione di genere degli studenti senza il coinvolgimento dei genitori. Pochi giorni dopo, la Corte d’Appello del Quarto Circuito ha stabilito, nel caso Anderson v. Crouch, che la decisione della West Virginia di escludere gli interventi chirurgici di cambio di sesso dalla copertura Medicaid non viola la Clausola di Uguale Protezione del Quattordicesimo Emendamento. Questa decisione si basa su una linea giurisprudenziale che distingue le politiche sanitarie mediche da discriminazioni di genere, confermando che le restrizioni si applicano allo stesso modo a entrambi i sessi: ad esempio, una persona può ricevere una copertura per un’isterectomia in caso di cancro all’utero, ma non per trattamenti legati alla disforia di genere.

La sentenza Anderson riguarda anche gli adulti, non solo i minori, e segnala un possibile cambiamento nelle politiche pubbliche relative agli spazi e alle squadre sportive, suggerendo che la separazione su base biologica non costituisce discriminazione di genere. Altre decisioni, come quella della Corte d’Appello del Nono Circuito nel caso Roe v. Critchfield, hanno stabilito che le leggi che richiedono l’uso di bagni e spogliatoi in base al sesso biologico non violano né la Clausola di Uguale Protezione né il Titolo IX.

Entro la fine di giugno, la Corte Suprema dovrà pronunciarsi sul caso West Virginia v. BPJ, che potrebbe chiarire la possibilità per gli Stati di separare le squadre sportive in base al sesso. Secondo queste sentenze, le politiche che riservano bagni, spogliatoi e squadre a uno specifico sesso sono legittime se applicate equamente. Gli Stati potrebbero quindi introdurre legislazioni a protezione degli spazi e degli sport femminili senza il timore di contenziosi federali. Tuttavia, in alcuni Stati potrebbero persistere politiche che non garantiscono privacy e sicurezza a tutti gli studenti, come è accaduto a New Richmond, Wisconsin, dove alle ragazze a disagio nel condividere spazi con il sesso opposto è stato chiesto di trovare soluzioni alternative.

L’amministrazione Trump ha adottato azioni di contrasto contro le politiche scolastiche considerate discriminatorie verso il sesso biologico, ma il cambiamento definitivo delle pratiche nelle scuole richiede anche l’intervento attivo di studenti e famiglie, pronti a difendere in sede legale i propri diritti sanciti dalla Costituzione e dalle leggi federali.