Durante una conferenza stampa al Canadian Open di Montreal, la tennista bielorussa Aryna Sabalenka, attuale numero uno del mondo, ha espresso il proprio sostegno alla nuova politica della WTA sull’idoneità delle atlete transgender. Tale politica è stata criticata da attivisti pro-trans, ma secondo Sabalenka è essenziale per garantire l’equità nella competizione: “È davvero importante mantenere la correttezza nel nostro circuito”, ha dichiarato. Sabalenka ha aggiunto che non sarebbe giusto per le atlete donne competere contro uomini biologici, sottolineando che le differenze fisiche causate dalla pubertà maschile, come densità ossea, massa muscolare e capacità polmonare, offrono vantaggi che non possono essere colmati solo dall’allenamento.

La nuova normativa include il requisito di sottoporsi a uno screening genetico per il gene SRY, presente sul cromosoma Y. Sabalenka si è detta favorevole anche a questo provvedimento: “Se vogliono testare tutte noi, sono felice di farlo. Mi sembra giusto e dovremmo mantenerlo così”.

Il suo punto di vista riflette quello della campionessa Martina Navratilova, che sostiene che la WTA sia pensata per donne biologiche e che il settore maschile sia sempre aperto a qualsiasi atleta di sesso maschile.

L’articolo evidenzia come, dopo anni di mancanza di chiarezza da parte delle federazioni sportive, la WTA abbia preso una posizione per difendere la categoria femminile, così come altre atlete hanno fatto in diversi sport femminili. Secondo il testo, questa presa di posizione non ha motivazioni politiche, ma risponde all’esigenza di tutelare l’integrità delle competizioni sportive riservate alle donne.