Un nuovo strumento, basato su algoritmi, permette di prevedere chi tra le persone con lieve declino cognitivo si ammalerà di demenza, in particolare di Alzheimer, entro tre anni. Il progetto Interceptor, coordinato da Paolo Maria Rossini dell’Irccs San Raffaele di Roma e sostenuto dall’Agenzia Italiana del Farmaco e dal Ministero della Salute, ha coinvolto oltre 350 individui con deterioramento cognitivo lieve (Mci) seguiti per tre anni in 19 centri italiani. Durante questo periodo, il 29,6% ha sviluppato una forma di demenza e il 22,4% la malattia di Alzheimer. I ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità hanno sviluppato un modello predittivo che utilizza parametri come biomarcatori della demenza e fattori genetici, in particolare il genotipo ApoE, per stimare la probabilità individuale di sviluppare la malattia entro tre anni. Lo strumento, ritenuto molto accurato, identifica i soggetti con rischio basso, intermedio o alto e potrà essere utilizzato nella pratica clinica e nella sanità pubblica, con la possibilità futura di guidare la prescrizione di nuovi trattamenti.
Strumento made in Italy predice chi svilupperà Alzheimer in tre anni
