Joe Abraham, padre di Katie Abraham, riflette sul tema dell’immigrazione e sulle sue conseguenze, partendo dalla convinzione che la vita sia preziosa ma temporanea. Egli sottolinea come i suoi genitori siano emigrati legalmente negli Stati Uniti, rispettando legge e valori americani, e si interroga su cosa accade quando le politiche migratorie si disconnettono da responsabilità e saggezza. Abraham critica chi sostiene politiche di immigrazione indiscriminata senza considerare i costi umani e gli effetti negativi sulle comunità, accusando questi promotori di insensibilità verso le vittime e di sostenere idee astratte e slogan invece di affrontare la realtà. Porta l’esempio di sua figlia Katie, uccisa da un immigrato clandestino in un incidente stradale, definendola una delle vittime di politiche imprudenti. Abraham evidenzia che le sofferenze causate da queste scelte non ricadono mai su chi le promuove, mentre chi paga è la gente comune. Attacca anche il mancato confronto con le cause all’origine delle migrazioni, come corruzione e violenze nei paesi d’origine, e sostiene che non sia giusto svuotare tali nazioni promettendo benefici agli immigrati che spesso non sono concessi agli stessi cittadini americani in difficoltà. Sottolinea come le reti criminali e i cartelli siano favoriti da tali dinamiche, mentre uomini, donne e bambini subiscono abusi nei viaggi verso nord. Conclude che la vera compassione richiede senso di responsabilità e la volontà di aiutare le persone laddove vivono, piuttosto che promuovere soluzioni che generano nuove vittime. Invita infine a coltivare umiltà e responsabilità, ricordando che le vite umane non sono sacrificabili per ideologie o ambizioni politiche.
The reckless policies of our leaders cost my daughter her life and legacy
