Alberto Trentini, dopo 423 giorni di detenzione, è stato finalmente liberato. Lo annuncia la sua famiglia insieme all’avvocata Alessandra Ballerini, che ringraziano chi ha agito anche nell’ombra per rendere possibile il suo rilascio. I Trentini sottolineano le profonde ferite lasciate dai mesi di prigionia e chiedono rispetto e riservatezza per poter trascorrere del tempo in tranquillità. La famiglia ringrazia inoltre tutti coloro che hanno garantito sostegno in questo lungo periodo.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato la madre di Alberto per esprimere la sua partecipazione al sollievo e alla felicità della famiglia dopo tanta attesa. La madre di Alberto, Armanda Colusso, è stata vista uscire dall’abitazione senza rilasciare dichiarazioni, mentre amici e residenti del Lido di Venezia hanno lasciato fiori davanti al portone di casa.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha reso noto che l’aereo con Trentini e un altro connazionale liberato, Mario Burlò, arriverà in Italia tra la notte e la mattina, aggiungendo che i due sono in buone condizioni e ora si trovano nell’ambasciata italiana a Caracas. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per la notizia.

Al Lido di Venezia, la chiesa di Sant’Antonio – frequentata dai genitori di Alberto – ha celebrato la liberazione con il suono delle campane e una messa di ringraziamento. Il parroco don Renato Mazzuia ha ricordato la vicinanza della comunità alla famiglia Trentini durante il periodo di attesa e le numerose occasioni di preghiera.

Anche Mario Burlò, imprenditore piemontese liberato dopo circa un anno di detenzione in Venezuela, ha rassicurato la famiglia con una lunga telefonata e sta bene secondo quanto dichiarato dai legali Benedetto Buratti e Maurizio Basile. Gli avvocati sottolineano il ruolo delle istituzioni diplomatiche italiane nel seguire la vicenda in un contesto internazionale complesso.

La vicenda di Alberto Trentini e Mario Burlò, entrambi rientrati dopo una lunga detenzione in Venezuela, trova così una conclusione positiva, tra la commozione delle famiglie e il sostegno delle rispettive comunità.