Il presidente Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy hanno annunciato che i negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina sono vicini alla conclusione, dopo un incontro tenutosi a Mar-a-Lago, in Florida. I due leader hanno riferito di notevoli progressi su un piano di pace articolato in 20 punti, pur riconoscendo che restano ancora aperte questioni cruciali relative ai territori, ai termini del cessate il fuoco e alle procedure di approvazione da parte dell’Ucraina.
Le discussioni, condotte nelle ultime settimane anche a Ginevra, Miami e Berlino, hanno visto il coinvolgimento di funzionari statunitensi, ucraini, europei e della NATO. Secondo Trump, le trattative hanno subito un’accelerazione nell’ultimo mese e il dialogo si trova nella fase più avanzata dall’inizio del conflitto, anche se la chiusura dell’accordo dipende dalla risoluzione di pochi, ma complessi, punti.
Zelenskyy ha confermato che la struttura dell’intesa è stata in gran parte definita, attribuendo i risultati agli sforzi diplomatici internazionali. Entrambi i presidenti hanno sottolineato la partecipazione di leader europei e delle istituzioni internazionali, menzionando una riunione in videoconferenza con i rappresentanti dei vari paesi e organismi dopo i colloqui in Florida. Sono previsti nuovi incontri tra le parti nelle prossime settimane per raggiungere l’intesa definitiva.
Una delle maggiori criticità resta la questione territoriale, in particolare lo status del Donbass, con Trump e Zelenskyy che hanno ammesso la persistenza di posizioni divergenti tra Ucraina e Russia su questo tema. Trump ha avvertito che ulteriori ritardi nei negoziati potrebbero favorire nuove perdite territoriali, sottolineando l’urgenza di giungere a una soluzione.
Zelenskyy ha ribadito che ogni accordo dovrà rispettare la legge ucraina e la volontà popolare, ipotizzando la necessità di un’approvazione parlamentare o di un referendum nazionale. Trump ha inoltre evidenziato l’ampio sostegno dell’opinione pubblica ucraina alla fine del conflitto e ha sottolineato l’alto numero di vittime registrate, affermando che l’obiettivo principale resta porre termine alla guerra.
