Migliaia di persone hanno manifestato in Danimarca e Groenlandia per opporsi alle pressioni degli Stati Uniti che insistono sull’acquisto della Groenlandia. I manifestanti si sono radunati davanti al municipio di Copenaghen per poi sfilare fino all’ambasciata americana, esibendo slogan come ‘Make America Go Away’. Sono seguite proteste anche in altre città danesi e nella capitale groenlandese Nuuk, dove è sceso in piazza anche il primo ministro del territorio autonomo, Jens-Frederik Nielsen.

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato sul suo social network l’introduzione di dazi del 10% contro otto Paesi europei – tra cui Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Finlandia – accusandoli di aver inviato contingenti nell’isola e dichiarando che i dazi aumenteranno al 25% dal primo giugno 2026 se non verrà concluso un accordo per acquistare la Groenlandia. L’Italia non è coinvolta direttamente perché il governo italiano ha espresso sostegno alla sovranità danese solo nell’ambito Nato.

La reazione dell’Unione Europea è stata immediata: Antonio Costa e Ursula von der Leyen hanno affermato che le misure doganali statunitensi rischiano di compromettere i rapporti transatlantici. Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito inaccettabili le minacce e promesso una risposta coordinata europea, mentre la Germania ha annunciato di essere pronta a rispondere quando necessario. Il premier britannico Keir Starmer ha giudicato l’iniziativa completamente sbagliata. La Danimarca si è dichiarata sorpresa, spiegando che la presenza militare nell’isola punta a rafforzare la sicurezza artica.

La situazione è oggetto di confronto anche in ambito Nato, con il segretario generale Mark Rutte che ha incontrato i rappresentanti danesi e groenlandesi per discutere sulla sicurezza artica. Fonti dell’Alleanza hanno definito come prematuri eventuali piani di rafforzamento della presenza nell’Artico, evidenziando che azioni simili richiederebbero competenze già attribuite ai vertici militari Usa in Europa.

A Copenaghen, una delegazione di legislatori statunitensi ha incontrato autorità danesi e groenlandesi per esprimere solidarietà. Il senatore americano Chris Coons ha sottolineato che non esistono minacce tali alla sicurezza che giustifichino la posizione dura dell’amministrazione Trump, sostenendo invece una collaborazione nella sicurezza artica con gli alleati della Nato.

A livello politico europeo, i principali gruppi parlamentari – Ppe, S&D e Renew – chiedono la sospensione dei negoziati commerciali Ue-Usa in risposta alle minacce di nuovi dazi, suggerendo anche l’attivazione di misure anti-coercizione. Alla luce dell’escalation, Cipro, che presiede l’Ue, ha convocato per domani una riunione di emergenza con gli ambasciatori dei 27 Stati membri, per definire la posizione comune dell’Unione.