La firma del memorandum tra Iran e Stati Uniti è attesa nei prossimi giorni, ma resta incertezza sui tempi e sulle modalità. L’ipotesi di una cerimonia a Ginevra è stata scartata: la sottoscrizione avverrà a distanza, probabilmente tramite videoconferenza, come confermato dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e dal mediatore pakistano. Islamabad prevede la firma entro domenica, mentre Teheran preferisce non fissare una data precisa. Si parla di incontri tecnici futuri in Svizzera, ma il portavoce della diplomazia iraniana ha smentito viaggi imminenti del team negoziale.

Secondo quanto riferito, un testo comune tra i due Paesi è già stato concordato. Sul piano della sicurezza, nella notte il comando centrale americano (Centcom) ha dichiarato di aver abbattuto droni iraniani nello Stretto di Hormuz, dove una petroliera sarebbe stata colpita da un proiettile non identificato, secondo l’agenzia britannica Ukmto.

Il contenuto del memorandum non è stato divulgato ufficialmente, ma tra i punti chiave figurano il tema nucleare e la gestione dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti puntano a una riapertura immediata e senza pedaggi dello stretto, avanzando l’ipotesi di una missione internazionale a tutela dei traffici marittimi. L’Iran, dal canto suo, ribadisce che l’amministrazione di Hormuz è destinata a cambiare.

Dopo la firma, è previsto un periodo di 60 giorni per discutere i punti più delicati, tra cui la questione nucleare. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’obiettivo è ridurre e distruggere il materiale nucleare iraniano, mentre Araghchi ha confermato che l’unica soluzione per l’Iran sarà diluire l’uranio arricchito all’interno dei propri confini.

Gli Stati Uniti fanno leva sul possibile allentamento delle sanzioni e sullo sblocco dei beni congelati, a condizione che l’Iran rispetti gli impegni presi. Gli Emirati Arabi Uniti hanno smentito indiscrezioni riguardo lo sblocco di fondi per Teheran. Nel frattempo, in Iran si registrano reazioni contrastanti: il quotidiano “Khorasan”, considerato vicino ai pasdaran, sostiene che il memorandum potrebbe solo rinviare uno scontro finale tra Iran e Stati Uniti.