Donald Trump ha annunciato una sospensione di cinque giorni degli attacchi contro gli impianti energetici iraniani, dichiarando di voler dare spazio alla diplomazia per riaprire lo Stretto di Hormuz. Il presidente statunitense ha riferito di colloqui “produttivi” con Teheran, affermando che sarebbero stati raggiunti 15 punti di accordo, tra cui la rinuncia definitiva dell’Iran alla bomba atomica. Tali dichiarazioni sono state però respinte con fermezza dal presidente del parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, che ha smentito qualsiasi trattativa in corso e accusato Trump di diffondere notizie false per influenzare i mercati energetici e finanziari.

Trump ha insistito sulla possibilità di un’intesa, specificando che questa dovrebbe comprendere il recupero dell’uranio arricchito da parte degli Stati Uniti e il controllo congiunto dello Stretto di Hormuz. Riguardo ai negoziatori iraniani, non sono stati forniti dettagli, ma si ipotizza un coinvolgimento diretto di Ghalibaf per il dialogo con gli USA. Mediatori sarebbero Egitto, Pakistan e Turchia, impegnati a organizzare un incontro tra le delegazioni dei due paesi a Islamabad entro la fine della settimana, con rappresentanti statunitensi come Steve Witkoff, Jared Kushner e, forse, il vicepresidente americano. JD Vance avrebbe contattato il premier israeliano Benjamin Netanyahu per discutere del possibile accordo con l’Iran e delle modalità per porre fine al conflitto.

In Israele, la notizia della sospensione degli attacchi ha suscitato sorpresa, sebbene i media riportino che Tel Aviv fosse stata informata in anticipo ma non consideri imminente la fine della guerra. Trump, invece, è convinto che un eventuale accordo rappresenterebbe un passo concreto verso la pace.

L’annuncio della tregua e la prospettiva della riapertura dello Stretto di Hormuz hanno avuto un forte impatto sui mercati finanziari: il prezzo del petrolio è sceso nettamente e le Borse hanno reagito positivamente. Alcuni critici sostengono che questa sia stata una mossa per influenzare Wall Street più che per avviare un reale dialogo diplomatico. La nuova scadenza fissata da Trump è venerdì, dopo la chiusura dei mercati finanziari, periodo in cui sono previsti rinforzi militari statunitensi nell’area.