Nel pomeriggio di sabato, una bambina di 4 anni, di famiglia austriaca, ha perso la vita dopo essere annegata nella piscina di un hotel a Milano Marittima, Cervia. L’episodio è avvenuto poco dopo le 14: secondo le prime ricostruzioni, la bambina si trovava con il padre tra la sala giochi e la piscina; mentre l’uomo si era allontanato per andare in camera, la piccola è finita in acqua. I soccorsi si sono rivelati inutili e la bambina è morta due ore dopo all’ospedale Bufalini di Cesena. Le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Ravenna, sono in corso per chiarire la dinamica e accertare eventuali responsabilità, tra cui la posizione della madre e quella del bagnino al momento dei fatti. La bambina aveva due sorelle.
Il sindaco di Cervia ha espresso cordoglio a nome della comunità sui social. Questo nuovo caso si aggiunge a quello di Alice Ferrari, 11 anni, deceduta recentemente all’ospedale Gaslini di Genova dopo essere rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione di una piscina a Sestri Levante. Per questa vicenda, la Procura ha indagato i titolari dei bagni Segesta; dagli accertamenti è emerso che mancava il cartello che obbliga la presenza di un adulto per i minori di 12 anni. La bimba era rimasta sola perché i genitori si stavano preparando ad andare via.
Negli ultimi anni si registra un aumento delle morti in piscina, con oltre 75 casi dal 2022. Il governo sta lavorando a un disegno di legge per aumentare la sicurezza nelle piscine pubbliche e private. Il ministro per il Mare e la Protezione civile, Nello Musumeci, ha sottolineato la necessità di approvare rapidamente questa normativa, lamentando che interessi di categoria e lobby economiche abbiano rallentato l’iter. Secondo il ministro, la sicurezza dei minori nelle piscine deve essere garantita in tutti i tipi di strutture.
