Dopo giorni di tensione e modifiche, il Senato ha approvato la legge di Bilancio con 110 voti favorevoli, confermando la fiducia al governo. La manovra, che ora passa alla Camera per un ulteriore esame, ammonta a 22 miliardi di euro. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha evidenziato la difficoltà di intervenire su temi complessi, sottolineando i risultati raggiunti, mentre il vice ministro Maurizio Leo ha ricordato che il percorso è stato reso difficile dalla necessità di evitare rischi di incostituzionalità, motivo per cui alcune norme sono state eliminate all’ultimo momento.
Le modifiche hanno riguardato lo spoil system nelle Authority e le misure contro i lavoratori sottopagati, tra le altre. Cinque provvedimenti sono stati rimossi dal testo definitivo, tra cui lo scudo per gli imprenditori, alcuni aspetti delle norme sulla pubblica amministrazione, questioni sui magistrati fuori ruolo e personale Covip. Durante la discussione, la tensione interna tra i partiti della maggioranza, in particolare riguardo alle pensioni, è stata evidente, ma il ministro Giorgetti ha minimizzato le divergenze anche con un tocco di ironia, mentre la Lega ha attribuito alcune scelte non condivise ai tecnici della Ragioneria dello Stato.
L’approvazione è avvenuta tra applausi per il ministro Luca Ciriani, riconosciuto da colleghi di governo per aver completato il lavoro parlamentare. Le opposizioni, tra cui PD, Azione, Italia Viva, e Alleanza Verdi e Sinistra, hanno criticato la manovra definendola insufficiente, priva di visione e penalizzante per i più deboli. In Aula, sono stati esposti cartelli di protesta e sono state evidenziate, secondo i partiti di minoranza, le contraddizioni del provvedimento. Da parte della maggioranza, invece, Fratelli d’Italia ha difeso la legge definendola seria e affidabile, assicurando una solidità finanziaria e previsioni di un deficit sotto il 3% del PIL entro l’anno.
