La Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, ha presentato una nuova app per la verifica dell’età, già pronta all’uso e pensata per proteggere i minori da contenuti illegali e rischi legati ai social media. L’obiettivo è limitare l’esposizione dei giovani senza compromettere la privacy, grazie a un sistema anonimizzato: gli utenti dimostrano di aver superato una certa età senza comunicare altri dati personali e senza rischio di tracciamento.
L’applicazione, basata su codice open source per garantire trasparenza e agevolare l’adozione anche fuori dai confini UE, potrà essere installata seguendo semplici passaggi: download, configurazione tramite documento d’identità e verifica dell’età per accedere ai servizi online. Questa soluzione si ispira all’architettura del certificato Covid digitale europeo sviluppato durante la pandemia e rappresenta uno degli elementi previsti nel futuro portafoglio di identità digitale europeo atteso entro il 2026.
Il prototipo, lanciato nel luglio 2025, è stato testato inizialmente in Italia, Francia, Spagna, Grecia e Danimarca, con successivi ampliamenti a Cipro e Irlanda. La Commissione prevede il prossimo mese l’istituzione di un meccanismo di coordinamento per assicurare soluzioni tecniche uniformi ed evitare regolamentazioni frammentate nei vari Stati membri.
La misura arriva in un contesto di crescente pressione politica sulla necessità di tutelare i minori in rete, anche a seguito di provvedimenti restrittivi adottati da altri paesi, come l’Australia. Una strategia comune europea verrà discussa in una videoconferenza convocata dal presidente francese Emmanuel Macron, con la partecipazione di alcuni leader UE e della stessa von der Leyen, con l’intento di definire una normativa condivisa sull’età minima per l’accesso ai social.
In parallelo, la Commissione attende le raccomandazioni di un panel di esperti, composto da psicologi, tecnici e giuristi, che presenterà linee guida entro l’estate.
