Il cancro colorettale è oggi la principale causa di morte per tumore tra uomini e donne sotto i 50 anni, come riportato dall’American Cancer Society. Alcuni fattori di rischio, quali età, familiarità e genetica, non possono essere modificati, ma abitudini come il consumo di alcol aumentano significativamente il pericolo di sviluppare questa e altre forme tumorali. L’alcol è classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro come cancerogeno di Gruppo 1, ovvero sicuramente cancerogeno per l’uomo.
La dottoressa Tereza Cristina Sardinha, responsabile della chirurgia colorettale presso Catholic Health a Long Island, conferma che l’alcol rappresenta un rischio ben noto soprattutto per i tumori del tratto gastrointestinale. Il metabolismo dell’etanolo produce acetaldeide, sostanza tossica per il DNA cellulare che può facilitare la comparsa di tumori. Inoltre, il consumo di alcol altera il microbioma intestinale, influenzando i batteri che regolano la difesa dell’intestino e contribuendo a infiammazione e danni al DNA, condizioni associate allo sviluppo di tumori.
Secondo Sardinha, il rischio di cancro colorettale cresce con la durata e la frequenza del consumo di alcol. Chi beve almeno due drink al giorno ha un incremento del rischio di almeno il 25%, mentre chi supera questa soglia espone sé stesso a un pericolo ancora più elevato. Le bevande alcoliche non comportano tutte lo stesso rischio: i superalcolici risultano più dannosi della birra, che a sua volta è più rischiosa del vino. Un recente studio danese ha evidenziato che il vino è associato a un rischio di mortalità inferiore rispetto a birra e superalcolici. Il contesto culturale e sociale in cui viene consumato l’alcol può anch’esso influenzare il rischio.
La riduzione del consumo di alcol, insieme ad altre abitudini salutari, può contribuire a prevenire il cancro colorettale. L’attività fisica regolare è identificata come un fattore protettivo importante; la sedentarietà, invece, aumenta il rischio del tumore anche dopo la diagnosi e l’intervento chirurgico. Anche il fumo di sigaretta costituisce un fattore di rischio per il cancro colorettale.
Contrastare l’obesità e adottare una dieta ricca di fibre favoriscono il buon funzionamento dell’intestino e riducono l’impatto di eventuali sostanze cancerogene sul tessuto intestinale. Le diete povere di fibre tendono a rallentare il transito intestinale, aumentando così l’esposizione della mucosa a queste sostanze. Infine, mantenere uno stile di vita sano, anche senza poter modificare la familiarità positiva, contribuisce a contenere il rischio di questo tipo di tumore.
