L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha espresso preoccupazione per la decisione degli Stati Uniti di uscire dall’agenzia, affermando che questa scelta renderà sia il Paese che il resto del mondo meno sicuri. L’OMS, in una dichiarazione del 24 gennaio, ha espresso rammarico per il ritiro degli Stati Uniti e ha auspicato un futuro ritorno del Paese a una partecipazione attiva.
La decisione di lasciare l’OMS è stata annunciata la settimana scorsa e segue quanto promesso dal presidente Donald Trump il primo giorno del suo mandato, grazie alla firma dell’ordine esecutivo 14155. I segretari di Stato, Marco Rubio, e della Salute, Robert F. Kennedy Jr., hanno comunicato che d’ora in avanti l’impegno degli Stati Uniti con l’OMS sarà limitato solo alle procedure di ritiro e alla tutela della salute nazionale, ponendo fine a finanziamenti e personale statunitense nelle iniziative dell’agenzia.
Nella loro dichiarazione, Rubio e Kennedy Jr. hanno sostenuto che l’OMS portasse avanti un’agenda politicizzata e burocratica sotto l’influenza di nazioni ostili agli Stati Uniti. L’OMS ha respinto queste accuse, ricordando di essere un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite composta da 194 Stati membri, imparziale e dedicata al servizio di tutti i Paesi rispettando la loro sovranità.
