Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che potrebbero arrivare presto notizie positive sugli sforzi per mettere fine al conflitto in Ucraina, sottolineando i progressi nei rapporti tra Ucraina e Russia. Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha elogiato la tregua sulle infrastrutture energetiche, varata dopo una serie di bombardamenti che avevano lasciato migliaia di cittadini al freddo, evidenziando come le misure di de-escalation abbiano rafforzato la fiducia nel processo negoziale. In vista dei colloqui previsti il 4 e 5 febbraio ad Abu Dhabi, restano però irrisolte questioni cruciali, soprattutto quella territoriale: il Cremlino insiste sul controllo del Donbass, mentre Kiev si oppone fermamente.

Delegati di Stati Uniti, Russia e Ucraina continuano i contatti diplomatici. Kirill Dmitriev, inviato russo, ha incontrato di recente una delegazione americana a Miami, e si attende la presenza dell’inviato Usa Steve Witkoff ai colloqui di Abu Dhabi. Sul fronte diplomatico emerge anche la questione delle esportazioni di petrolio: Trump sostiene che il primo ministro indiano Narendra Modi abbia promesso di interrompere l’acquisto di greggio russo, in cambio di una riduzione dei dazi Usa sui prodotti indiani, ma da parte di Modi non ci sono conferme pubbliche a tale impegno.

Il conflitto sul terreno si mantiene aspro. Le autorità ucraine accusano i russi di aver ucciso tre civili tra cui un bambino nella regione di Donetsk e Zaporizhzhia, mentre Mosca segnala la morte di due persone per un attacco di droni ucraini vicino Belgorod. Zelensky afferma che i raid sulle infrastrutture energetiche si sono attenuati, ma denuncia attacchi in corso alle reti di trasporto, in particolare ferroviarie. Il Ministero dell’Energia ucraino riporta interruzioni di corrente in diverse regioni a causa dei bombardamenti. La tregua sulle infrastrutture prevede una sospensione reciproca degli attacchi energetici, ma permangono divergenze sulla durata della stessa tra Kiev e Mosca.

Infine, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha avvertito che i rischi di un conflitto mondiale restano molto elevati, secondo quanto dichiarato in un’intervista all’agenzia Tass.