A gennaio 2026, il mercato automobilistico italiano registra segni positivi, con 141.980 auto immatricolate, dato superiore del 6,18% rispetto allo stesso mese del 2025. L’incremento è sostenuto anche dalle vetture full electric, che a gennaio sono state 9.321, in aumento del 39,3% sull’anno precedente, grazie soprattutto alle consegne dei veicoli acquistati con incentivi esauriti in pochi giorni a ottobre. La quota di mercato dei veicoli elettrici raggiunge così il 6,6%, rispetto al 5% dell’anno precedente. Il parco circolante elettrico in Italia arriva a 373.683 unità. In confronto ad altri paesi europei, la quota di auto elettriche rispetto al totale delle immatricolazioni resta inferiore: nel 2025 era al 20,1% in Francia, 19,1% in Germania, 9% in Spagna e 23,5% nel Regno Unito.

Secondo Motus-E, i primi mesi dell’anno continuano a beneficiare degli incentivi, ma senza misure di lungo periodo l’Italia rischia di rallentare nella transizione verso la mobilità elettrica, soprattutto considerando che altri Paesi europei hanno confermato o ampliato i rispettivi incentivi. Si segnala, inoltre, la necessità di intervenire sulla fiscalità delle flotte aziendali, ancora regolata da normative datate.

Stellantis si distingue nel panorama nazionale: a gennaio ha venduto 46.452 auto (+11,8%), portando la sua quota di mercato dal 31,1% al 32,6%. I primi quattro modelli più venduti sono tutti del gruppo Stellantis, con Fiat Pandina al vertice. Buone performance per altri marchi del gruppo come Jeep, Citroën, Lancia, Opel e Alfa Romeo. Peugeot sale in classifica assoluta grazie ai modelli 3008 e 208. Leapmotor, nel segmento elettrico, segna una crescita molto rapida: 1.118 immatricolazioni a gennaio (+594% sull’anno precedente), diventando uno dei principali attori nel mercato privato delle auto elettriche con la T03, modello più venduto.

Nel comparto dei veicoli commerciali, Fiat Professional ottiene una quota del 25,1%, guidata dalle vendite di Doblò e Ducato. La casa cinese Byd si consolida nel settore dei veicoli a Nuova Energia in Italia, con 3.553 immatricolazioni e una quota del 17,1% nel settore, operando anche tramite una rete commerciale in espansione. Toyota mantiene la leadership tra i marchi esteri e nel segmento full hybrid. Lexus mostra una costante crescita nel segmento premium.

Il Centro Studi Promotor evidenzia che la ripresa è anche effetto degli incentivi sulla mobilità elettrica, ma il volume complessivo resta ancora lontano dai livelli pre-pandemia (nel 2019 quasi 2 milioni di nuove auto, contro meno di 1,7 milioni previsti se il trend resterà costante), anche perché molti italiani continuano a utilizzare auto vecchie, meno sicure e più inquinanti. Secondo gli analisti, un piano europeo per il settore auto dovrebbe contemplare sia esigenze ambientali sia la sicurezza e l’occupazione.

Altro tema sottolineato è la necessità di incentivi per le infrastrutture di ricarica e una revisione della normativa sulle emissioni, puntando sul riconoscimento dei carburanti rinnovabili. Si richiede anche una riforma fiscale, in particolare per favorire il rinnovo delle flotte aziendali.

Le associazioni di categoria sottolineano che gli incentivi hanno un effetto positivo ma che sono necessari ulteriori stanziamenti, perché i prezzi delle auto elettriche restano elevati e il rinnovo del parco veicoli è essenziale sia per l’ambiente che per la sicurezza stradale. L’Italia, nel confronto con gli altri principali mercati europei, ha ancora margini di miglioramento sia dal punto di vista della penetrazione delle auto a basse emissioni sia dell’adeguamento delle normative fiscali e di supporto al settore.