Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto un messaggio agli ucraini alla vigilia di Natale, sottolineando l’unità del Paese nonostante le sofferenze causate dalla guerra. Zelensky ha affermato che la Russia non può «occupare o bombardare ciò che più conta», riferendosi alla coesione e alla fiducia del popolo ucraino. Ha parlato anche del desiderio condiviso di pace per l’Ucraina e ha ricordato chi è in prima linea, prigioniero, costretto alla fuga o ha perso la vita durante il conflitto.
Quest’anno si celebra per la terza volta il Natale il 25 dicembre, secondo il calendario gregoriano, scelta fatta dall’Ucraina due anni fa per allinearsi con altri Paesi occidentali e distinguersi dalla chiesa ortodossa russa, che festeggia il 7 gennaio.
Sul fronte diplomatico, Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina è in costante contatto con gli Stati Uniti per negoziare una soluzione alla crisi. Ha riferito dell’attesa della risposta russa alla versione aggiornata del piano Usa-Ucraina, elaborato dopo i recenti colloqui a Miami e strutturato in 20 punti.
Secondo il piano, l’Ucraina dovrebbe tenere elezioni presidenziali il prima possibile dopo la firma di un accordo di pace. Restano però divergenze su temi sensibili come il controllo dei territori e della centrale nucleare di Zaporizhzhia: gli Stati Uniti propongono una gestione congiunta dell’impianto, mentre Kiev considera questa ipotesi irrealistica. Si è inoltre aperti a incontri tra i leader per risolvere le questioni più controverse.
Il piano non impone all’Ucraina la rinuncia formale all’adesione alla NATO, lasciando questa decisione all’Alleanza. Viene previsto il congelamento del fronte lungo le linee attuali e l’avvio di discussioni sulla creazione di zone demilitarizzate. Un gruppo di lavoro dovrebbe occuparsi del ridispiegamento delle forze e dei parametri di eventuali zone economiche speciali.
Il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, ha rilevato una significativa convergenza di opinioni tra Mosca e Washington sui possibili accordi per la soluzione della crisi, considerandolo un passo avanti rispetto al passato.
Fonti di stampa come Financial Times e New York Times riportano che Zelensky sarebbe disponibile a ritirare le truppe dalle aree della regione orientale di Donetsk attualmente sotto il controllo di Kiev, trasformandole in una zona demilitarizzata, a condizione che la Russia faccia altrettanto su un’area di pari estensione. L’amministrazione di queste aree resterebbe comunque ucraina, ipotizzando la creazione di una zona economica libera come compromesso tra le posizioni di Mosca e Kiev.
