L’atleta statunitense di skeleton Katie Uhlaender rischia di non poter partecipare ai prossimi Giochi Invernali di Milano-Cortina a causa del ritiro della squadra canadese da una recente tappa della North America Cup. Tale decisione ha ridotto i punti in palio al punto da rendere impossibile per Uhlaender raggiungere la qualificazione. La federazione canadese ha motivato il ritiro affermando di aver agito nell’interesse dei propri atleti e del programma, valutando la salute, la sicurezza e lo sviluppo a lungo termine degli sportivi. Tuttavia, secondo la skeletonista canadese Madeline Parra, la scelta sarebbe stata dettata soprattutto dal calcolo dei punti per permettere al Canada di qualificare due posti alle Olimpiadi.
Le regole dell’International Bobsleigh and Skeleton Federation (IBSF) consentono alle squadre di ritirare i propri atleti senza penalità o meccanismi che tutelino la ripartizione dei punti per la qualificazione. L’unità di integrità della federazione ha quindi riconosciuto le preoccupazioni ma, attenendosi al regolamento vigente, ha respinto il reclamo presentato dall’atleta statunitense.
La vicenda ha portato almeno 12 nazioni, tra cui Malta, Israele, Isole Vergini, Corea del Sud, Belgio, Brasile, Giamaica, Danimarca, Paesi Bassi, Ghana, Nigeria e Trinidad, a schierarsi a favore della richiesta di Uhlaender e a sostenere, tramite lettere proprie o firmando l’appello del Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti, la concessione di una wildcard che le permetta la partecipazione ai Giochi.
Uhlaender, rappresentante degli Stati Uniti in diverse precedenti Olimpiadi, ha pubblicamente chiesto che il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, a capo della delegazione presidenziale per i Giochi, sostenga la sua richiesta presso il Comitato Olimpico Internazionale, invocando equità e tutela dell’integrità sportiva.
