Volodymyr Zelensky incontrerà Donald Trump nella tenuta di Mar-a-Lago, in Florida, per discutere nuove proposte di pace in merito al conflitto in Ucraina. L’incontro arriva in un momento in cui, da una parte, gli Stati Uniti mantengono un ruolo attivo nel sostegno all’Ucraina, mentre la Russia dichiara che un accordo sarebbe prossimo, pur accusando Kiev e l’Europa di ostacolarlo.

Secondo la portavoce della Commissione Europea Arianna Podestà, non c’è segnale d’interesse da parte russa verso una soluzione pacifica, e Bruxelles ritiene fondamentale il coinvolgimento europeo per ogni piano di pace. Zelensky, che vorrebbe la partecipazione degli alleati internazionali ai negoziati, ha recentemente avuto colloqui con il segretario generale della Nato Mark Rutte, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la premier danese Mette Frederiksen e i primi ministri di Estonia e Canada.

Zelensky ha confermato il viaggio in Florida e ha sottolineato che molto potrebbe essere deciso prima della fine dell’anno. Il piano di pace attualmente discusso tra Stati Uniti e Ucraina prevede 20 punti e sarebbe stato già inviato alla Russia. L’accordo sarebbe, secondo Zelensky, pronto al 90%, ma restano importanti differenze sul restante 10%. Tra i nodi principali figurano il futuro del Donbass e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Il piano includerebbe il ritiro delle truppe russe e il dispiegamento di forze internazionali lungo la linea di contatto nelle regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson, che ora coincidono con la posizione attuale delle truppe.

Gli Stati Uniti offrirebbero un compromesso per il Donetsk, proponendo una zona economica libera, soluzione che Kiev subordinerebbe però a un’approvazione speciale del Parlamento ucraino o a un referendum. In materia di sicurezza post-conflitto, i governi di Germania, Francia, Regno Unito e Turchia si dicono pronti a valutare l’invio di contingenti in Ucraina per missioni di deterrenza e peacekeeping.

Sulla centrale di Zaporizhzhia, Washington proporrebbe una gestione condivisa tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, consentendo l’utilizzo dell’energia da parte di entrambi i contendenti, posizione alla quale Kiev si oppone chiedendo l’esclusione dei russi. Allo stesso tempo Mosca rilancia proponendo un patto di non aggressione reciproca con i Paesi Nato, attraverso un documento scritto e vincolante; la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova e il viceministro Sergei Ryabkov parlano di soluzione vicina, pur accusando Kiev e l’Unione europea di ostacolare l’accordo.

Nonostante il rilancio dei negoziati, la guerra sul campo prosegue: nella notte tra venerdì e sabato attacchi russi hanno colpito infrastrutture critiche in diverse regioni ucraine. Nella città di Odessa, droni russi hanno causato incendi e blackout. La difesa aerea ucraina ha neutralizzato decine di droni, mentre i raid di Natale hanno provocato almeno tre vittime e diversi feriti nelle aree di Zaporizhzhia, Donetsk e Kherson, evidenziando la persistenza della distanza da una tregua definitiva.