Federacciai e quattordici aziende associate hanno presentato una manifestazione d’interesse per rilevare la sola area a freddo dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Questa iniziativa conferma quanto deciso dal comitato di presidenza di Federacciai, che aveva affidato al presidente Antonio Gozzi il compito di trasmettere l’atto ai soggetti competenti. Tra le imprese coinvolte figurano Arvedi, Duferco, Feralpi, Marcegaglia, Abs, Acciaierie Bertoli Safau, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions, Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Ferriera Valsabbia, Lucchini, O.R.I. Martin e Rubiera Special Steel.
La situazione dell’ex Ilva resta complessa, soprattutto dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano sulla chiusura dell’area a caldo di Taranto, il cui stop è fissato per il 26 ottobre. Questo scenario ha portato alcune aziende dell’indotto a dichiarare la possibile richiesta di licenziamenti collettivi. Le associazioni hanno ribadito l’importanza di soluzioni che salvaguardino i lavoratori.
Nel frattempo, Jindal continua a seguire l’intero perimetro aziendale e ha aggiornato la propria proposta. La manifestazione d’interesse segue una settimana di consultazioni tra sindacati, associazioni, imprese dell’indotto e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove il ministro Adolfo Urso ha invitato le aziende a presentare proposte comuni. Si è anche discusso dell’eventualità di un ricorso contro la sentenza, ma Antonio Gozzi ha precisato che i tempi sarebbero troppo lunghi. Federacciai ha comunicato la disponibilità immediata a collaborare con il governo, pur sottolineando la necessità di alcune condizioni per un intervento industriale sull’ex Ilva.
