Gli inquirenti stanno seguendo varie piste per identificare la banda che nella notte di Ferragosto ha rubato quattro tavole di Antonello da Messina dal museo regionale della città. Il furto, dal valore di decine di milioni di euro, è oggetto di un’inchiesta per furto pluriaggravato. Il procuratore capo Antonio D’Amato ha dichiarato che le indagini considerano anche la possibilità di complicità interna e che sono in corso accertamenti su eventuali falle nella vigilanza. Non viene escluso il possibile coinvolgimento della criminalità organizzata, storicamente interessata ai furti d’arte. Gli investigatori scientifici stanno analizzando le tracce lasciate dalla banda, che avrebbe agito con i volti coperti da caschi e non con un piano minuzioso, come dimostrano l’abbandono di due opere durante la fuga e le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza. Le verifiche sui verbali interni dei giorni precedenti non hanno evidenziato irregolarità. I quattro custodi presenti la sera del furto sono stati messi in ferie dopo essere stati interrogati da polizia e carabinieri. Nonostante l’allarme e i filmati, non si sarebbero accorti di nulla; hanno scoperto il furto solo dopo la segnalazione delle forze dell’ordine, intervenute per il ritrovamento di due tavole abbandonate. Nei confronti dei custodi è previsto un procedimento disciplinare, il cui esito potrebbe portare anche al licenziamento. Il giorno successivo al sopralluogo dell’assessore ai beni culturali Francesco Scarpinato, il museo ha riaperto con una buona affluenza di visitatori. Gli impiegati hanno mostrato particolare attenzione durante il servizio, mentre un telo nero copre la postazione delle tavole rubate. Il percorso espositivo comprende altre opere importanti di artisti come Caravaggio, Mattia Preti, Girolamo Alibrandi e Alonso Rodríguez. Secondo i visitatori, il furto rappresenta una grave perdita per Messina e per il patrimonio artistico.
Il furto di opere di Antonello da Messina, i ladri hanno lasciato tracce
