Sono due le inchieste avviate in seguito alla morte di cinque italiani durante un’immersione subacquea nell’isola di Alimathà, alle Maldive. Oltre alle autorità di Malè, interviene la Procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta contro ignoti e attende documenti ufficiali dal consolato italiano. I magistrati italiani lavorano sull’ipotesi di reato colposo o doloso, quest’ultimo nel caso venga accertato un avvelenamento delle bombole d’aria. La dinamica dei fatti sarà chiarita attraverso le testimonianze dei 20 italiani presenti sulla Duke of York e le autopsie sulle vittime, che potrebbero avvenire in Italia, secondo quanto riferito dagli inquirenti. La polizia maldiviana indaga anche sull’attrezzatura usata, che, una volta recuperata, verrà analizzata. Verranno valutate inoltre le reali condizioni meteorologiche e se siano stati rispettati i limiti e i protocolli previsti, visto che l’immersione pare abbia superato i 60 metri, oltre i 30 metri concessi se non per fini scientifici. Le attività di recupero e le analisi proseguiranno in coordinamento tra autorità italiane e maldiviane.