Durante una manifestazione a Roma, indetta contro il governo, la guerra e il referendum sulla riforma della giustizia, sono state bruciate in piazza immagini della premier Giorgia Meloni e del ministro Carlo Nordio, tra fumogeni e slogan. Il Guardasigilli Nordio ha commentato che questi “eccessi aggressivi” non lo intimoriscono, ribadendo la sua determinazione nel percorso di riforma. Giorgia Meloni ha invece rilanciato sui social un video del costituzionalista Stefano Ceccanti in cui si sostiene il Sì, sottolineando la necessità di superare le divisioni politiche.

Il segretario del PD Elly Schlein ha dichiarato che il suo partito punta a battere il governo nelle prossime elezioni, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito gli episodi accaduti al corteo “inaccettabili”. Anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha invitato a evitare tensioni inutili.

Fratelli d’Italia ha parlato sui social di “odio rosso”, mentre Giuseppe Conte, dal fronte delle opposizioni, ha condannato ogni forma di violenza, sottolineando però il rischio di strumentalizzazioni e invitando a combattere solo con la forza delle idee. Sono stati esposti in piazza anche cartelli raffiguranti la premier con Netanyahu e altri oggetti polemici, come una bambola che rappresenterebbe Giorgia Meloni su una barella.

A una settimana dal referendum sulla separazione delle carriere e la riforma del Consiglio superiore della magistratura, la campagna elettorale si sta svolgendo in un clima di crescente tensione. Forza Italia ha organizzato l’iniziativa “Frecce per il Sì”, con treni e sostenitori che hanno attraversato l’Italia per promuovere il voto favorevole, spiegando che lo scopo è restituire sacralità alla magistratura e negando l’intenzione di escludere i magistrati.

Antonio Tajani ha sottolineato l’importanza di ogni singolo voto e rivolto un appello ai giovani a impegnarsi in ogni parte del Paese. Tra i partiti di maggioranza, la Lega rivendica l’organizzazione di numerosi gazebo, anche a Roma, e Matteo Salvini si dice ottimista sull’esito del voto, prevedendo l’appoggio di parte della sinistra.

Il governo insiste che la consultazione non rappresenta un voto sul governo, ma riguarda la modernizzazione del sistema giudiziario. Diversa la posizione del Partito democratico, che sostiene si tratti invece di una questione fondamentale per la tutela della Costituzione.

Infine, il costituzionalista Stefano Ceccanti ha commentato con soddisfazione la condivisione del suo video da parte della premier, ritenendo che ciò dimostri la chiarezza della sua spiegazione sulla riforma.