Sono salite a 80 le vittime tra i migranti che hanno tentato di raggiungere a nuoto l’exclave spagnola di Ceuta dal Marocco; l’ultimo corpo è stato recuperato ieri dalla Guardia Civil che continua le ricerche. Solo due delle vittime sono state identificate, mentre proseguono i rilievi per confrontare impronte digitali e DNA con i dati forniti dai famigliari dei dispersi. Le autorità marocchine hanno confermato il ritrovamento di 11 corpi nelle loro acque, mentre l’associazione Caminando Fronteras stima almeno 142 recuperi tra Spagna e Marocco tra il 30 luglio e il 4 agosto, con numerosi minori coinvolti e molte persone ancora disperse. L’identificazione avviene tramite analisi nelle morgue e segnalazioni raccolte tramite un numero WhatsApp.

Nell’ultimo anno, oltre 1.750 minori non accompagnati sono stati trasferiti dalle Canarie, Ceuta e Melilla verso la penisola iberica, grazie al meccanismo di redistribuzione tra comunità autonome voluto dal governo spagnolo, anche se il sistema è ora sospeso a Ceuta per la nuova ondata migratoria. Attualmente sono 1.200 i minori assistiti nella città, una cifra che secondo le autorità locali supera di molto la capienza del sistema di accoglienza.

I ministri dell’Interno e dell’Inclusione spagnoli non hanno preso parte alla riunione della commissione Libertà civili del Parlamento europeo, motivando la scelta con l’impegno sull’emergenza migratoria e la gestione degli incendi boschivi. Il ministro dell’Interno ha dichiarato di voler proseguire la risposta umanitaria e il rafforzamento della cooperazione per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea.

La segretaria generale del Partito Popolare Europeo, Dolors Montserrat, ha criticato il governo Sanchez per la gestione della crisi, denunciando impreparazione e incompetenza, e chiedendo nuove elezioni. Pur riconoscendo la legge sulla redistribuzione dei minori, Montserrat ha sottolineato la necessità di verificare identità, età e vulnerabilità dei minori, sollevando dubbi sulla sicurezza.

In merito alla comunicazione sull’emergenza di Ceuta, un portavoce della Commissione europea ha segnalato attività di disinformazione e amplificazione sui social provenienti da canali russi a partire dal 30 luglio. La Commissione ha dichiarato che continuerà a collaborare con gli Stati membri e le piattaforme per monitorare queste interferenze, mantenendo alta l’attenzione soprattutto in vista di possibili nuovi tentativi di attraversamento nelle prossime settimane.