I grandi concerti di artisti come Ultimo, Jovanotti, Taylor Swift, Coldplay e David Gilmour stanno trasformando la musica dal vivo in un motore economico e un fenomeno di turismo culturale in Italia. Secondo dati Unicusano, nel settore si registrano oltre 11 milioni di pernottamenti e un impatto economico di 4,3 miliardi di euro. Il pubblico si sposta in massa per gli eventi: otto italiani su dieci sono disposti a viaggiare per assistere a un concerto e, per il 93-95% degli intervistati, la musica live è la motivazione principale del viaggio. Nel 2025, i concerti pop, rock e di musica leggera hanno generato ricavi superiori a 1 miliardo di euro solo per le venue, ma a ciò si sommano indotti importanti per alloggi, ristorazione, trasporti e servizi; ogni euro speso al botteghino genera altri tre euro nell’indotto. Ogni artista influenza anche la geografia del pubblico: il 77% degli spettatori di Taylor Swift a Milano arrivava da fuori regione, con il 30% dall’estero; i Coldplay hanno portato a Roma un impatto di 111 milioni di euro e un soggiorno medio di 2,4 notti; David Gilmour ha registrato una spesa media di 827 euro a spettatore e un impatto totale di oltre 60 milioni. Jovanotti, dopo 54 serate sold out nel 2025, toccherà sette città italiane nel 2026. Tra le città, Milano emerge con 206,5 milioni di euro d’incasso dai grandi eventi, seguita da Roma (171,7 milioni) e Lucca (77,1 milioni). Tra le località costiere, il Lido di Camaiore spicca con 7,55 milioni di euro grazie al festival “La Prima Estate”. I concerti dal vivo oggi includono grandi schermi, sistemi audiovisivi avanzati e la partecipazione del pubblico è spesso documentata e condivisa: il 77% degli spettatori registra video durante gli eventi, ma solo il 31% li rivede sul proprio smartphone; motivazione principale, condividere l’esperienza online (24%). I costi dei biglietti sono aumentati: ora il pubblico accetta prezzi intorno ai 100 euro per gli stadi, mentre il costo complessivo per una serata tra ingresso, trasporti e servizi può arrivare a 500 euro. Questo fenomeno concentra la spesa su pochi grandi eventi, mentre gli artisti emergenti nei club trovano più difficoltà ad attrarre pubblico disposto a pagare, nonostante costi più bassi.