È stata rinvenuta nell’antica città di Sardis, in Turchia, una rara statua di marmo risalente al V secolo a.C. L’annuncio è stato dato dal Ministero della Cultura e del Turismo turco. La statua, alta circa 2,20 metri, rappresenta un giovane uomo e presenta tratti facciali ben conservati, emersi durante gli scavi. Sardis, nel distretto di Salihli vicino a Manisa, è citata nel Libro dell’Apocalisse come una delle sette chiese dell’Asia Minore. La statua fu riutilizzata come materiale di pavimentazione durante il periodo romano e fu posizionata a faccia in giù, particolare che ha preservato le sue fattezze per secoli. Il ministro Mehmet Nuri Ersoy ha definito il rinvenimento un’«scoperta straordinaria» e ha sottolineato l’importanza dei dettagli dell’abbigliamento che rimandano alla cultura lidia: il giovane è infatti raffigurato con un himation spesso, un chitone sottile e sotto di essi una veste decorata con linee orizzontali, un tipo di abbigliamento insolito rispetto alle statue di Anatolia e Grecia. La figura sembra anche reggere un frutto. Questi elementi offriranno nuovi spunti per comprendere la vita, le credenze religiose e le interazioni culturali della Sardis dell’epoca, capitale del Regno di Lidia e centro di rilievo sotto l’Impero persiano. Gli esperti intendono esaminare la statua per tracce di pigmentazione originale, spesso presente nelle statue antiche, e lavoreranno per rimuovere con attenzione i depositi superficiali che la ricoprono. Dopo le operazioni di conservazione e restauro, il manufatto sarà esposto presso il Museo di Manisa. Questa scoperta si aggiunge a una serie di recenti ritrovamenti archeologici in città menzionate nell’Apocalisse, come la scoperta di un mosaico antico a Smirne e un frammento di statua maschile riutilizzato come lastra a Efeso.