Il 17enne sottoposto a fermo per l’omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa praticava pugilato a livello agonistico fino almeno al 2023 con la Boxing Team Pugilistica Massese e potrebbe aver continuato ad allenarsi, seppur fuori dalle competizioni ufficiali. Durante gli interrogatori, il ragazzo avrebbe dichiarato che Bongiorni lo aveva colpito al naso e di aver reagito. Dichiarazioni simili sono state rese anche da Alexandru Miron, di 23 anni, uno dei due maggiorenni arrestati per la vicenda. I genitori degli altri giovani coinvolti hanno affermato che i loro figli si sarebbero difesi da un’aggressione avvenuta davanti a un locale la sera dell’11 aprile. Il padre di Eduard Alin Caratasu, 19 anni, ha ribadito che il figlio non è violento, mentre Gabriel Caratasu si è offerto di pagare gli studi al figlio di Bongiorni, l’undicenne che ha assistito all’aggressione. Anche il padre di Ionut Alexandru Miron ha sottolineato che suo figlio non è cattivo e lavora, ma ha condannato l’uso della violenza. La procura minorile di Genova conferisce oggi l’incarico per l’autopsia su Giacomo Bongiorni e sta seguendo le posizioni dei tre minori indagati. La procura di Massa ha identificato cinque giovani per l’omicidio e le percosse a Gabriele Tognocchi, intervenuto perché venivano lanciate bottiglie contro il locale. Sono attesi a breve l’udienza di convalida dei fermi e l’interrogatorio di garanzia. Questa sera nel centro storico di Massa si terrà una fiaccolata in memoria di Giacomo Bongiorni, organizzata dal Comune e dalla Diocesi.