Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto lavoro in vista del Primo maggio. Il provvedimento, dal valore complessivo di circa un miliardo di euro, introduce il concetto di ‘salario giusto’, definito attraverso la contrattazione collettiva nazionale e collegato agli incentivi per l’occupazione. Viene esclusa l’erogazione di fondi pubblici alle aziende che applicano contratti non riconosciuti e con retribuzioni inferiori agli standard. Tra le misure principali figurano bonus per l’assunzione di giovani under 35, donne e lavoratrici svantaggiate nel Mezzogiorno, con esonero contributivo fino a 650 euro mensili (800 euro nell’area Zes) e fino a 500 euro per giovani (650 euro in alcune regioni del Sud e del Centro). È previsto inoltre un incentivo per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in indeterminato. Se i rinnovi contrattuali non avvengono entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni saranno adeguate al 30% dell’inflazione armonizzata Ipca. Novità anche per i rider, che potranno accedere alle piattaforme tramite sistemi di autenticazione certificati, per rafforzare le tutele nel settore. Infine, per le imprese che adottano strumenti di conciliazione tra lavoro e famiglia, sono previsti sgravi contributivi fino a 50.000 euro annui a seguito di una certificazione ad hoc.