Durante la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, celebrata il 28 aprile, sono stati segnalati 1.500 infortuni sul lavoro in una sola giornata, di cui due con esito mortale. Secondo i dati raccolti da Anmil, nei primi due mesi del 2026 sono stati denunciati 91.912 incidenti sui luoghi di lavoro, con un aumento del 2,6% rispetto al 2025. Nello stesso periodo, i decessi sul lavoro sono diminuiti del 26,1%, passando da 138 a 102 casi rispetto all’anno precedente. Le malattie professionali, invece, sono aumentate del 14,2%. I sindacati sottolineano che solo lo 0,4% delle risorse del Fondo sanitario nazionale è destinato alla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro e che i Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spsal) ricevono solo il 10,4% dei fondi previsti dai Livelli essenziali di assistenza. Ad esempio, la Asl Roma 1 destina solo lo 0,1% delle risorse Spsal. Secondo la Cgil è necessario rafforzare le Asl e la medicina di prevenzione, mentre la Cisl chiede un impegno condiviso contro infortuni e malattie professionali, facendo leva su tecnologia, formazione e presenza sindacale. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha recentemente segnalato un tasso di irregolarità dell’82% e un aumento del 7,8% delle violazioni relative alla prevenzione. L’edizione 2026 della Giornata è dedicata al benessere psicosociale, che tiene conto della sicurezza fisica, della stabilità lavorativa, del carico e dell’orario di lavoro, della chiarezza dei ruoli, dell’autonomia, del supporto e dell’equità nei processi aziendali. Un rapporto pubblicato dall’Oil evidenzia che questi fattori di rischio causano ogni anno circa 840.000 decessi per malattie cardiovascolari e disturbi mentali, dovuti anche a orari lavorativi superiori alle 48 ore settimanali, condizione che riguarda il 35% dei lavoratori nel mondo. Il fenomeno del bullismo e di altre forme di violenza coinvolge il 23% dei lavoratori. Secondo i dati Inail 2025, in Italia i morti “in itinere” e sul lavoro sono stati 792, leggermente in calo rispetto ai 797 dell’anno precedente. In aumento gli incidenti mortali nelle fasce d’età tra i 40-49 e i 55-64 anni e i decessi durante il tragitto casa-lavoro, che sono stati 293.