Una villa di lusso situata ad Azzate, in provincia di Varese, è stata coinvolta in una presunta truffa immobiliare internazionale con danni superiori a 1,3 milioni di euro. L’immobile, regolarmente esistente, non era più in vendita quando un cittadino svedese residente negli Stati Uniti ha creduto di acquistarla dopo aver ricevuto rassicurazioni di un affare vantaggioso. I fatti sono al centro di un’indagine della Guardia di Finanza di Varese, coordinata dalla Procura di Milano, scaturita nel 2024 dopo che l’acquirente aveva incaricato un avvocato di controllare le procedure d’acquisto: la villa era stata precedentemente oggetto di un’asta giudiziaria, poi sospesa ed estinta, con il bene tornato nella piena disponibilità del proprietario originario.
Secondo le indagini, un professionista residente nella zona di Busto Arsizio, già noto all’acquirente per precedenti rapporti d’affari, avrebbe portato avanti la trattativa mostrandosi come esperto del settore e offrendo la villa a un prezzo inferiore rispetto al valore di mercato. Per rendere credibile la vendita, l’uomo avrebbe utilizzato documenti bancari e atti falsificati riferiti alla procedura immobiliare. In questo modo, avrebbe convinto la vittima a effettuare tre bonifici tra febbraio e ottobre 2024, per un totale di oltre 1,3 milioni di euro.
Le somme sarebbero state immediatamente trasferite su conti riconducibili all’indagato stesso e a una società a lui collegata. Il denaro sarebbe stato poi suddiviso tramite ulteriori operazioni finanziarie, allo scopo di renderne difficile la tracciabilità. Su richiesta del Gip del Tribunale di Milano, la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro preventivo dei beni dell’indagato, che risulta assistito dagli avvocati Riccardo Stucchi e Enrico Candiani. L’uomo è indagato per truffa aggravata, falso e autoriciclaggio.
