Durante la conferenza di presentazione della Biennale Arte 2026 al Teatro Piccolo dell’Arsenale, il presidente Pietrangelo Buttafuoco ha ringraziato il Ministero della Cultura, il Comune di Venezia, la Regione Veneto, la Soprintendenza e la Marina Militare per il supporto. Citando le parole del Presidente della Repubblica, Buttafuoco ha sottolineato l’importanza di libertà e audacia per arte e cultura, ribadendo che la Biennale vuole favorire il dialogo senza censure preventive né esclusioni. Ha affermato che la Biennale non è un tribunale, ma un luogo di domande e confronto, esortando le istituzioni al dialogo. Riguardo alla partecipazione della Russia, ha ricordato che la Fondazione Biennale di Venezia agisce in autonomia, tema toccato anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Buttafuoco ha evidenziato la differenza tra la civiltà del diritto e gli statuti etici che limitano la libertà di espressione e ha ribadito i valori di pace, rispetto e dialogo validi per tutte le nazioni.
All’evento sono seguite proteste: un presidio e corteo contro il padiglione israeliano durante l’apertura, promosso da Art Not Genocide Alliance, ha visto la partecipazione di circa 200 persone. Pussy Riot e Femen hanno organizzato un sit-in con fumogeni davanti al padiglione russo della Biennale.
L’ambasciatore russo in Italia, A.V. Paramonov, durante l’inaugurazione del padiglione russo, ha criticato le sanzioni europee che limitano la presenza dell’arte russa e ha affermato che queste misure non riflettono la volontà della maggioranza degli italiani. Ha ricordato il lungo legame culturale tra Italia e Russia e spiegato che, a causa delle sanzioni, l’allestimento russo sarà visibile fisicamente solo nei giorni di anteprima e successivamente solo in formato video. Il progetto presentato, ‘Albero Radicato nel Cielo’, si collega ai temi dell’inclusione ed esclusione della Biennale.
Nel secondo giorno di pre-apertura, lunghe code hanno caratterizzato l’ingresso ai Giardini e all’Arsenale nonostante la pioggia. Il regista russo Alexander Sokurov e la scrittrice palestinese Suad Amiry hanno comunicato, per indisponibilità, la mancata partecipazione agli eventi della Biennale della Parola.
Sul piano politico, il gruppo M5S in commissione Cultura ha espresso pieno sostegno alle dichiarazioni di Buttafuoco contro la censura preventiva, indicando la sua azione come esempio di difesa dell’autonomia culturale italiana.
