Il governo venezuelano ha annunciato la liberazione di diversi prigionieri politici, tra cui anche alcuni stranieri, nel tentativo di ottenere riconoscimento internazionale e avviare un dialogo con gli Stati Uniti e altri paesi. Tra i rilasciati figurano l’imprenditore italiano Luigi Gasperin e il giornalista italo-venezuelano Biagio Pilieri. La notizia riaccende la speranza per gli altri italiani detenuti in Venezuela, come Alberto Trentini, in carcere da oltre 400 giorni, e Mario Burlò, imprenditore piemontese arrestato senza chiare motivazioni.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è attivato con l’ambasciatore a Caracas, la rete consolare e la società civile locale per promuovere la liberazione degli italiani ancora detenuti. La Farnesina ha comunicato di aver avviato iniziative per ottenere una soluzione positiva per ciascun connazionale coinvolto e accelerare ulteriori rilasci.

Gasperin, 77 anni, era stato arrestato nel 2025 nello Stato di Monagas con l’accusa di possesso e utilizzo di materiale esplosivo nell’ambito della propria attività imprenditoriale. Faceva parte dei 28 cittadini italiani, in parte con doppia cittadinanza, detenuti in Venezuela per ragioni politiche, professionali o per aver espresso opinioni contrarie al governo. Anche Biagio Pilieri, detenuto per oltre 16 mesi, è ora stato rilasciato.

Attenzione resta alta sulla vicenda di Alberto Trentini, cooperante arrestato nel novembre 2024 nello Stato di Apure mentre lavorava per una ONG, senza che siano mai state formalizzate accuse. Trentini è detenuto nel carcere di massima sicurezza El Rodeo a Caracas e le autorità italiane continuano l’impegno per la sua liberazione. Sul caso è in corso un dialogo frequente anche con il governo americano.

La nuova presidenza di Delcy Rodriguez, subentrata a Maduro, sembra mostrare maggiore apertura rispetto al passato, favorendo alcune scarcerazioni grazie anche alle pressioni dell’opposizione, che chiede un’amnistia generale per i prigionieri politici.

La recente ondata di liberazioni, che ha riguardato anche cinque cittadini spagnoli, è stata dichiarata dal presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodriguez come un’iniziativa per la convivenza pacifica. Negli ultimi mesi il Venezuela aveva già liberato centinaia di persone arrestate durante le proteste, ma questo è il primo rilascio deciso dal nuovo governo dopo la fine della presidenza Maduro. Secondo la ong Foro Penal, attualmente nel paese si contano 863 prigionieri politici, di cui 86 stranieri o con doppia cittadinanza.