Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura per il crollo della palazzina avvenuto alla periferia sud di Messina giovedì scorso. Si tratta dei rappresentanti legali delle ditte coinvolte nei lavori di ristrutturazione al piano terra e di un tecnico. Le accuse sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo i magistrati, il crollo, che ha causato finora tre vittime e tre dispersi, sarebbe collegato ai lavori di rinnovamento dei locali dove doveva aprire una macelleria. Gli inquirenti stanno verificando se le opere fossero state regolarmente comunicate al Comune e al Genio Civile. Il cedimento strutturale sarebbe stato causato da una rottura delle strutture portanti ai piani inferiori, forse a seguito dell’abbattimento di un pilastro o di un muro portante durante i lavori. Nelle ultime ore sono stati estratti altri due corpi dalle macerie: quello di Rosa Leone, sorella dell’imprenditore Carmelo Leone, e un altro ancora non identificato. Tra i dispersi figurano Sara Leone, un’altra sorella, Alessandra Frazzica, commessa di 21 anni, e Santino Magazzù, marito di Rosa Leone. L’edificio era di proprietà della famiglia Leone, nota in città per l’attività di elettrodomestici. Oltre 70 vigili del fuoco sono impegnati nelle ricerche, ostacolate inizialmente da gas e calore sprigionati dalle batterie al litio di un negozio al primo piano, poi rese più agevoli con il dissiparsi dei fumi. Il comandante dei vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio, ha comunicato il miglioramento delle condizioni per i soccorsi. Il sindaco Federico Basile ha sottolineato l’importanza della famiglia Leone per la città e ha sospeso la maggior parte delle attività estive. Il governatore siciliano Renato Schifani e il capo della protezione civile regionale Salvo Cocina hanno visitato l’area e incontrato i soccorritori e le autorità locali.