Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti afferma che i conti pubblici italiani possono sostenere l’impatto della crisi in corso, grazie a fondamentali economici considerati positivi e senza necessità imminente di una manovra correttiva. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza di un coordinamento europeo, ritenendo che le attuali discussioni debbano portare rapidamente a decisioni concrete. L’aumento dei prezzi di petrolio e gas grava sull’economia nazionale, mentre Moody’s, che aveva migliorato il giudizio sull’Italia a novembre, rivede leggermente al ribasso le stime di crescita dal 0,8% allo 0,7% per il 2026 e prevede un’accelerazione dell’inflazione al 2,1%. Confindustria e Ocse stimano una crescita ancora più bassa, rispettivamente allo 0,5% e 0,4%. La BCE ha già tagliato la crescita europea allo 0,9% a causa dello scenario internazionale. La possibilità di una recessione, seppur non dichiarata ufficialmente dalle istituzioni italiane, emerge nei report economici, con il rischio che una guerra prolungata possa aumentare l’inflazione di due punti percentuali e ridurre di mezzo punto la crescita europea nel 2026-27 secondo la BCE. Moody’s evidenzia la vulnerabilità dell’Italia a uno scenario di conflitto prolungato, data la dipendenza energetica dal Golfo Persico, e prevede che una crescita inferiore potrebbe compromettere la riduzione del debito. Gli effetti di eventuali ulteriori aumenti di petrolio e gas potrebbero peggiorare le stime di crescita. In risposta alle preoccupazioni su misure a sostegno delle imprese, il ministro Giorgetti invoca una riflessione su chi sostenere e incentivare. In ambito europeo, l’Italia spinge per strumenti condivisi per proteggere l’economia dal rischio inflazionistico, memore delle misure adottate dopo lo shock energetico del 2022-23. La BCE chiede interventi mirati e temporanei, evitando misure generalizzate che causerebbero ulteriore inflazione. Il governo insiste su una cornice europea che garantisca condizioni di competitività uniformi. Sul fronte del Patto di stabilità, il sottosegretario Federico Freni esclude correzioni di bilancio, mentre Bruxelles rimane riluttante verso la sospensione della disciplina sui conti per emergenza energetica. Il ministro Tommaso Foti sottolinea la necessità di ulteriori riflessioni su questo tema.