L’intelligenza artificiale sta accelerando una trasformazione radicale nel mondo del lavoro, spingendo le aziende a produrre di più con meno dipendenti. Durante il recente Forum economico mondiale di Davos, il ceo di Nvidia Jensen Huang ha sottolineato che la rivoluzione tecnologica porterà alla scomparsa di alcune professioni ma alla nascita di nuove opportunità lavorative. In risposta a queste sfide, il Wef ha presentato l’iniziativa ‘Reskilling Revolution’, con l’obiettivo di fornire a un miliardo di persone formazione e competenze per l’economia futura, coinvolgendo aziende come Adobe, Cisco, Sap e Salesforce.

Secondo Saadia Zahidi, managing director del Wef, il cambiamento portato dall’IA rappresenta la trasformazione più significativa per l’economia globale degli ultimi decenni. Zahidi ha aggiunto che il futuro dell’occupazione non è già scritto, ma dipenderà dalle opportunità di formazione offerte e dal sostegno garantito nella transizione. Al Forum si è discusso anche del rischio concreto che, entro il 2030, potrebbero scomparire nel mondo fino a 92 milioni di posti di lavoro.

Kristalina Georgieva, direttrice del Fondo monetario internazionale, ha parlato di un impatto massiccio sull’esigenza di nuove competenze: nelle economie avanzate il 60% dei posti sarà toccato dall’IA e il rischio principale riguarda i lavori entry-level, destinati a ridursi, rallentando l’ingresso dei giovani nel mercato. Anche i lavori meno coinvolti dall’innovazione rischiano di essere meno retribuiti, con una possibile riduzione della classe media.

Christy Hoffmann, segretario generale di Uni Global Union, ha affermato che l’IA è spesso presentata come strumento di produttività, ma rischia di diventare un pretesto per ridurre la forza lavoro. Le conseguenze potrebbero accentuare la forza delle grandi aziende rispetto alle piccole imprese, come evidenziato da Matthew Prince, Ceo di Cloudflare, che teme un mercato dominato dagli acquisti gestiti da agenti autonomi.

Secondo Alex Karp, co-fondatore e Ceo di Palantir, i mestieri con diploma professionale acquisteranno valore, mentre i lavori d’ufficio saranno più esposti alla rivoluzione dell’IA, la quale in pochi anni evidenzierà il reale valore di ciascun lavoratore.