Proseguono i colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi, dove si registra un’apertura diplomatica. Secondo fonti statunitensi, un incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky potrebbe non essere lontano. Il presidente ucraino Zelensky definisce i colloqui “costruttivi” e comunica che le parti hanno concordato di coordinare i prossimi passi, forse già dalla settimana successiva. Delegati americani riferiscono di un ruolo importante delle garanzie di sicurezza offerte da Washington a Kiev per il dopoguerra. Intanto Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato Putin a Mosca per un colloquio che la parte americana ha descritto come “molto produttivo”. Tuttavia, rimane irrisolta la questione territoriale, in particolare il ritiro dell’esercito ucraino dal Donbass, priorità per Mosca. Sul campo, le ostilità proseguono: nello stesso periodo, le forze russe hanno lanciato almeno 375 droni e 21 missili sulla maggior parte del territorio ucraino, provocando almeno un morto e 27 feriti tra Kiev e Kharkiv, secondo le autorità locali. A Kiev sono stati segnalati danni in cinque quartieri, interruzioni di acqua, riscaldamento e corrente, con 88.000 famiglie senza elettricità per diverse ore e oltre 3.300 edifici senza riscaldamento nonostante il freddo intenso. Simili problemi si sono verificati anche a Cernihiv, dove più di 400.000 persone sono rimaste senza corrente e le infrastrutture hanno dovuto ricorrere a soluzioni di emergenza. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha criticato il “cinismo” di Putin per aver continuato gli attacchi nonostante i negoziati in corso. Contestualmente, il nuovo ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ha annunciato l’intenzione di rafforzare l’impegno bellico, puntando ad aumentare la pressione sulle forze russe, incrementare la produzione di droni avanzati e migliorare la collaborazione tra industria militare e truppe sul fronte.
Pioggia di fuoco sull’Ucraina, ma le trattative vanno avanti
