La presidente della commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, ha chiarito che il testo unificato del ddl stupri è stato redatto tenendo conto anche delle richieste del Partito Democratico di riduzione della pena. Bongiorno ha spiegato che eventuali aumenti delle sanzioni potranno essere discussi tramite emendamenti. Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ha confermato la disponibilità del partito a intervenire in commissione per aumentare le pene.

Il PD ha respinto queste affermazioni, precisando tramite Alfredo Bazoli che non ha mai chiesto la riduzione delle pene e che la proposta uscita dalla Camera doveva essere mantenuta invariata. Bazoli ha sottolineato che il partito ha valutato possibili modifiche solo su insistenza della presidente e della maggioranza, ma il nuovo testo è stato scritto senza previo accordo con il PD.

Ettore Rosato (Azione) ha ricordato come alla Camera il testo sia stato approvato grazie a un accordo politico che ha coinvolto i vari gruppi parlamentari, tra cui Schlein e Meloni, e che la votazione è avvenuta con piena consapevolezza del contenuto.

Marilena Grassadonia di Sinistra Italiana ha criticato pubblicamente la proposta attuale, affermando che elimina il riferimento esplicito al consenso, passando da “solo un sì è un sì” a “solo un no è un no” e trascurando la violenza psicologica. Secondo Grassadonia, il grado di gravità della violenza viene ora giudicato in base al danno fisico, mentre l’attenzione sulle condizioni e il contesto rischia di penalizzare le vittime e facilitare chi commette violenza.

Parallelamente, il presidente del Tribunale di Milano ha espresso preoccupazione sul nuovo testo, ritenendo che mortifichi le vittime e segni un passo indietro sia sulle sanzioni sia sul piano culturale, poiché viene meno l’importanza del consenso esplicito.