Durante il Forum economico di Davos, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha sottolineato la necessità di definire con precisione i numeri sulla crescita, richiamando l’attenzione sulla differenza tra dati nominali e reali. Lagarde ha rivolto un invito alla responsabilità nella diffusione delle informazioni, aggiungendo che spesso la settimana è stata caratterizzata più da “rumore” che da segnali concreti. Ha alluso indirettamente alle dichiarazioni di Donald Trump sull’esplosione della crescita americana nel quarto trimestre. Inoltre, Lagarde ha ribadito che serve distinguere tra segnali e rumore per mantenere la fiducia, tema che secondo lei è stato intaccato e va ricostruito attraverso il dialogo. Ha anche evidenziato l’ampio divario delle disuguaglianze sociali e della distribuzione della ricchezza, ritenendolo un problema molto serio se trascurato.

Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo monetario internazionale, ha osservato che il mondo sta diventando sempre più multipolare ed esposto a shock dovuti a geopolitica, tecnologia e clima. Georgieva ha sottolineato che il debito pubblico globale si attesta intorno al 100% del PIL, mentre la crescita economica non è sufficientemente robusta. Dal punto di vista del FMI, è necessario un approccio che osservi non solo le dinamiche globali ma anche quelle regionali. Sul mercato del lavoro, Georgieva ha descritto una massiccia trasformazione legata all’intelligenza artificiale: il 60% dei posti di lavoro nelle economie avanzate e il 40% a livello globale saranno influenzati dall’IA nei prossimi anni. Questa situazione produce nuove opportunità ma comporta anche criticità, come la difficoltà dei giovani a entrare nel mercato del lavoro, poiché i compiti tipici delle posizioni entry-level sono spesso eliminati dall’IA. Inoltre, i lavori non toccati dalle nuove tecnologie rischiano di essere meno remunerati, comprimendo la classe media. Georgieva ha espresso preoccupazione riguardo all’assenza di regole di sicurezza adeguate nella trasformazione in atto, auspicando maggiore attenzione al tema e consapevolezza sull’impatto rapido dell’intelligenza artificiale.