La Santa Sede ha confermato la rimozione di don Massimo Biancalani dal servizio pastorale nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini, a Pistoia. Il Dicastero per il Clero ha respinto il ricorso del sacerdote contro il provvedimento avviato dall’ex vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli, concludendo così la procedura canonica. Dall’anno 2015, la parrocchia di Vicofaro era diventata un simbolo del dibattito nazionale sull’accoglienza dei migranti, arrivando a ospitare fino a 200 persone e suscitando polemiche per questioni igieniche, tensioni e proteste dei residenti. La rimozione di don Biancalani non è legata a violazioni disciplinari, ma a motivazioni di opportunità pastorale. Dopo aver rifiutato il trasferimento all’Ufficio missionario diocesano proposto nell’estate 2024 e aver perso la rappresentanza legale della parrocchia, Biancalani si era rivolto alle vie legali secondo il diritto canonico. Rimane la possibilità per il sacerdote di presentare un ulteriore ricorso entro 60 giorni al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, ma il provvedimento resta comunque valido. Il nuovo vescovo di Pistoia, monsignor Augusto Mascagna, intende riportare il caso su un piano pastorale e domani presiederà una funzione eucaristica a Vicofaro, che darà inizio a una nuova fase per la comunità, probabilmente senza la presenza di don Biancalani. Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha commentato sui social la decisione della Santa Sede.
Don Massimo Biancalani rimosso dalle parrocchie: respinto il ricorso del “parroco dei migranti”
