Da pochi giorni una nuova striscia di asfalto di seicento metri ha riportato vita su Corso Umberto I, riaprendo dopo dieci anni una delle arterie principali del centro storico di Amatrice. Tuttavia il cuore della città è ancora segnato da cantieri, polvere, impalcature e rovine, con l’orologio della torre civica fermo simbolicamente all’ora del terremoto del 24 agosto 2016, che causò 299 vittime nei borghi dell’Appennino. Secondo l’ex sindaco Sergio Pirozzi, dopo il lutto collettivo si è avviata la fase emergenziale: oltre mille sfollati sono stati ospitati nelle Sae, le soluzioni abitative d’emergenza in cui meno del 20% è rientrato nelle case. Alcuni residenti si sono stabiliti nei prefabbricati che col tempo sono diventati veri e propri quartieri. Gli edifici pubblici come la sede del Comune, dei carabinieri e della polizia attendono ancora la ricostruzione, così come molte abitazioni restano inagibili, costringendo la maggior parte della popolazione a vivere in container. L’ospedale, ancora in fase di costruzione, è previsto in apertura per il 2027 e rappresenta una speranza per il territorio. Sonia Santarelli, presidente del Comitato 3.36, sottolinea come la comunità sia in difficoltà: solo poco più della metà degli oltre duemila residenti vive effettivamente ad Amatrice e la natalità è molto bassa. Il sindaco Giorgio Cortellesi evidenzia che, nonostante i numerosi cantieri, la ricostruzione procede a rilento per problemi con le ditte. Sottolinea anche la necessità di nuovi luoghi di aggregazione per contrastare l’isolamento di cui soffre il 20% della popolazione. La ripresa passa anche dalla ristorazione e dal turismo delle seconde case: rispetto ai 38 ristoranti e hotel pre-terremoto, ora ne restano 29 e sono state lanciate iniziative come la giornata dell’amatriciana. Don Savino, ex parroco, monitora i lavori di Casa Futura, ex orfanotrofio che diventerà un centro polifunzionale, esprimendo preoccupazione per il futuro della città. La ricerca scientifica dopo il sisma ha prodotto nuovi dati sulle faglie e la microzonazione, mentre sui controlli alle opere pubbliche sono stati verificati un terzo degli interventi previsti. La vita riprende tra grandi difficoltà, ma permangono freddo, incertezze e la riduzione dell’afflusso turistico.