Un’esplosione in un casolare abbandonato nel Parco degli Acquedotti a Roma ha causato il crollo del tetto e la morte di due persone. All’inizio si era ipotizzato fossero senzatetto in cerca di riparo, ma successivamente le vittime sono state identificate come Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, figure note legate al ‘gruppo Cospito’ della galassia anarchica. Secondo le indagini, i due sarebbero rimasti uccisi mentre tentavano di assemblare un ordigno artigianale. L’allarme è stato dato poco prima delle 9 da un guardiano che ha notato un cadavere; nelle ricerche sono stati poi trovati entrambi i corpi sotto le macerie. I primi rilievi hanno evidenziato che l’esplosione potrebbe essere avvenuta la sera precedente, quando era stato udito un forte boato nella zona.

I tatuaggi presenti sui corpi sono stati determinanti per l’identificazione. Secondo gli inquirenti, Mercogliano e Ardizzone stavano pianificando un’azione da compiere nelle settimane successive: tra le ipotesi al vaglio, un possibile attacco alla rete ferroviaria o un’azione contro la società Leonardo, attiva nel settore della difesa, o ancora un gesto simbolico in favore di Alfredo Cospito, in vista della scadenza a maggio del decreto che prevede 4 anni di detenzione in regime di 41bis.

Mercogliano era già stato condannato a 5 anni nel 2019 per azioni a sfondo terroristico nel maxi processo ai gruppi Fai-Fri presso la Corte d’Assise di Torino; Ardizzone è stata prosciolta lo scorso anno nell’inchiesta Sibilla a Perugia, dichiarando apertamente in aula la propria posizione anarchica e di ostilità verso lo Stato. La procura di Roma ha avviato un’indagine, coordinata dal pool antiterrorismo. Domani è stata convocata al Viminale una riunione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo, che affronterà anche la questione dei movimenti anarchici, considerati dall’intelligence una delle minacce principali per il paese.