L’Ufficio per i Diritti Civili del Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti ha avviato 18 indagini, secondo il Titolo IX, in diversi distretti scolastici in tutto il paese. L’annuncio arriva dopo l’udienza della Corte Suprema su casi che coinvolgono la partecipazione di atlete transgender nello sport femminile. I distretti investigati si trovano in California, Connecticut, Hawaii, Maine, Massachusetts, Nevada, New York, Pennsylvania, Vermont e Washington e sono coinvolti in controversie su atleti transgender. L’investigazione riguarda pratiche o politiche che permettono agli studenti di partecipare agli sport scolastici in base alla loro identità di genere, piuttosto che sul sesso biologico. Secondo il Dipartimento dell’Istruzione, tali pratiche metterebbero a rischio la sicurezza e le pari opportunità per le donne nei programmi educativi e sportivi.
Tra le scuole indagate figurano: Jurupa School District, Placentia-Yorba Linda Unified School District, Santa Monica College, Santa Rosa Junior College (California); Waterbury Public Schools (Connecticut); Hawaii State Department of Education (Hawaii); Regional School Unit 19 e 57 (Maine); Foxborough Public Schools (Massachusetts); University of Nevada-Reno (Nevada); Bellmore-Merrick Central High School District e New York City Department of Education (New York); Great Valley School District (Pennsylvania); Champlain Valley School District (Vermont); Cheney Public Schools, Sultan School District No. 311, Tacoma Public Schools, Vancouver Public Schools (Washington).
Le scuole coinvolte hanno dichiarato di voler collaborare con le autorità, sottolineando la volontà di offrire ambienti sicuri e inclusivi in conformità alle leggi vigenti.
L’annuncio del Dipartimento dell’Istruzione coincide con le discussioni davanti alla Corte Suprema su due casi emblematici: uno in Idaho e uno in West Virginia. Entrambi riguardano leggi statali che vietano agli atleti transgender, che si identificano come donne, di partecipare a squadre femminili. Le controversie ruotano attorno alla questione se tali divieti costituiscano discriminazione basata sul sesso. Un caso coinvolge un uomo biologico che desiderava gareggiare in team femminili presso la Boise State University, sostenendo che la legge dell’Idaho viola la clausola di uguale protezione. L’altro riguarda un’atleta transgender in West Virginia che afferma che il divieto nega diritti garantiti dalla Costituzione e dal Titolo IX.
