Un aumento del salario minimo federale a 25 dollari l’ora viene attualmente proposto da alcuni esponenti progressisti del Congresso statunitense. Il piano prevede che le grandi aziende raggiungano questa soglia entro il 2031, mentre le piccole imprese avrebbero tempo fino al 2038. Inoltre, la proposta eliminerebbe il credito federale per i lavoratori con mance, garantendo anche a questi ultimi una paga base di 25 dollari l’ora.

Secondo il direttore della ricerca dell’Employment Policies Institute, Rebekah Paxton, questa iniziativa causerebbe la perdita di quasi cinque milioni di posti di lavoro a livello nazionale, colpendo soprattutto gli stati del Sud e del Sud-Est, come Texas, Florida, Georgia, North Carolina e Pennsylvania. In questi territori, il salario minimo attuale è ancora fermo a 7,25 dollari l’ora, quindi l’incremento rappresenterebbe più che triplicare la retribuzione minima. Le aziende, secondo Paxton, difficilmente riuscirebbero a sostenere un tale aumento dei costi del lavoro senza ricorrere a tagli al personale o alla riduzione delle ore lavorate. I settori più colpiti sarebbero ristorazione e ospitalità, con un terzo dei tagli stimati fra i lavoratori con mance.

Dall’altro lato, organizzazioni come One Fair Wage e una coalizione di oltre cento associazioni e sindacati sostengono la necessità di portare il salario minimo a 25 dollari, sottolineando che l’attuale livello, invariato dal 2009, non è più sufficiente a far fronte all’aumento dei costi della vita. Il presidente di One Fair Wage ha dichiarato che la richiesta viene da lavoratori di ogni schieramento politico, uniti dalla necessità di un salario dignitoso. La proposta, denominata Living Wage for All Act, è sostenuta da parlamentari progressisti come Alexandria Ocasio-Cortez e si propone di eliminare gradualmente tutte le forme di sotto-minimo, lasciando alle piccole imprese tempi più lunghi per adeguarsi.

Secondo One Fair Wage, retribuzioni più alte sono fondamentali quanto la riduzione dei prezzi per garantire un tenore di vita adeguato. Al contrario, economisti di orientamento liberista mettono in guardia contro rischi di inflazione e calo delle assunzioni, in particolare per i lavoratori meno esperti. Organizzazioni promotrici del salario minimo più elevato citano invece studi che mostrano aumenti salariali estesi senza effetti significativi sull’occupazione complessiva, soprattutto se l’incremento avviene in modo graduale.

Parallelamente al dibattito federale, in alcune città con alto costo della vita, come Oakland e New York, movimenti locali stanno promuovendo iniziative per portare il salario minimo a 30 dollari l’ora entro il 2030 per i grandi datori di lavoro.