Un giudice federale degli Stati Uniti ha annullato le politiche delle scuole pubbliche della California che impedivano agli istituti di comunicare ai genitori l’identità di genere degli studenti. Il caso, avviato da due insegnanti della Escondido Union School District e sostenuto da altri docenti e genitori, contestava il divieto per gli insegnanti di informare le famiglie quando uno studente utilizzava nomi o pronomi diversi da quelli assegnati alla nascita. Secondo il giudice Roger Benitez, il sistema scolastico californiano creava una barriera di comunicazione tra genitori e insegnanti, violando il diritto costituzionale dei genitori a essere informati sulla discordanza di genere dei figli e quello degli insegnanti a informare accuratamente le famiglie. La sentenza si applica a tutte le scuole pubbliche dello Stato. Benitez ha citato anche una recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che riconosce ai genitori il diritto di escludere i figli da materiali e discussioni in contrasto con le proprie convinzioni religiose. In risposta al diffondersi di politiche scolastiche che prevedevano la notifica ai genitori, la California aveva approvato nel 2024 la legge SAFETY, che vietava di obbligare i docenti a rivelare l’identità di genere degli studenti. La Thomas More Society, studio legale promotore del ricorso, ha definito la decisione come una vittoria storica. Organizzazioni e autorità tra cui la LGBTQ Caucus legislativa della California e l’ACLU della California del Sud hanno criticato la sentenza, sostenendo che alimenta la confusione e mette a rischio la privacy e la protezione da discriminazioni. L’ufficio del procuratore generale Rob Bonta ha annunciato l’intenzione di appellarsi, affermando che la decisione del tribunale distrettuale è stata un errore e che la tutela degli studenti transgender e il coinvolgimento dei genitori restano priorità.
Federal judge strikes down ‘gender secrecy’ policies in California public schools
