Ieri un drone è stato abbattuto in Lettonia da caccia italiani impegnati nella missione di difesa aerea della NATO per i Paesi Baltici. La ministra degli Esteri lettone Blaze ha ringraziato gli alleati italiani per il loro intervento, sottolineando che il velivolo senza pilota è stato neutralizzato sopra la Lettonia orientale. L’allarme riguardava con probabilità un drone ucraino che aveva deviato dalla rotta. La portavoce dell’Alleanza ha informato che sono intervenuti anche Eurofighter italiani dalla Lituania e F-16 turchi dall’Estonia; uno degli Eurofighter ha abbattuto il drone nello spazio aereo lettone. La NATO ha spiegato che la risposta coordinata è avvenuta tramite il Centro combinato di operazioni aeree di Uedem e il comando aereo di Ramstein, in Germania. Le autorità lettoni hanno confermato che i caccia NATO hanno abbattuto il drone dopo attività di guerra elettronica russa, revocando poi l’allerta aerea nelle regioni coinvolte. Il drone è stato abbattuto nella regione di Balva, nel nord-est del paese; i detriti potrebbero essere dispersi su un’area ampia. Le fonti ufficiali non hanno specificato la provenienza del drone, ma nella stessa notte i droni ucraini hanno attaccato il porto russo di Ust-Luga, il cui percorso passa vicino ai confini orientali lettone ed estone. Il governatore della regione di Leningrado ha riferito che, dopo l’attacco, si è sviluppato un incendio nel porto di Ust-Luga e sono stati abbattuti 51 droni nella regione. Parallelamente, secondo fonti militari polacche, Polonia e Ucraina stanno negoziando il trasferimento di caccia MiG-29 in cambio di droni e tecnologie per la loro produzione; il processo sarebbe accelerato dopo la nomina di Rustem Umerov. Infine, Kiev avrebbe trasmesso a Mosca, tramite un intermediario, una proposta di tregua sugli attacchi contro obiettivi civili nel Mar Nero.