Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese, affronta la complessità di scrivere una biografia su Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio, concentrandosi sui dati documentali e sgomberando il campo dai miti che circondano la figura dell’artista. La sua vita turbolenta, segnata da litigi e cause giudiziarie, offre agli storici numerosi dettagli utili alla ricostruzione biografica. Nel suo libro “Caravaggio. Una vita in dieci quadri” (Mondadori), Cappelletti ripercorre l’esistenza dell’artista attraverso dieci opere principali, tra cui Il Bacchino malato, Giuditta e Oloferne, e le Sette opere di misericordia. Il volume racconta l’arrivo di Caravaggio a Roma tra il 1592 e il 1596 e la sua rapida ascesa nel competitivo ambiente artistico romano, fino all’omicidio di Ranuccio Tomassoni nel 1606, che lo costringe a lasciare definitivamente la città. Le opere di Caravaggio continuano a diffondersi tra Napoli, Malta, la Sicilia, fino alla sua morte a Porto Ercole nel 1610. Cappelletti sottolinea l’importanza rivoluzionaria delle sue pitture, la padronanza nell’uso dei contrasti di luce e ombra e la capacità di raccontare storie attraverso ogni personaggio raffigurato. Tra tutti, secondo la studiosa, le Sette opere di misericordia rappresentano il quadro più significativo del Seicento europeo. Il libro verrà presentato al Salone del libro di Torino sabato 16 maggio alle 15 presso la Pista 500.
Francesca Cappelletti, ‘Caravaggio. Una vita in dieci quadri’
