A febbraio, l’inflazione in Italia ha registrato un’accelerazione secondo le stime preliminari dell’Istat. L’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic), esclusi i tabacchi, è cresciuto dello 0,8% su base mensile e dell’1,6% su base annua, rispetto al 1,0% di gennaio. L’aumento è imputabile principalmente ai prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, in particolare ai servizi di alloggio (+10,3%), ai servizi di trasporto (+3,0%) e agli alimentari non lavorati (+3,6%). Al contrario, si è intensificata la diminuzione dei prezzi degli energetici (-6,6%). I servizi relativi ai trasporti, i servizi ricreativi e culturali e i prodotti alimentari freschi hanno contribuito alla crescita, mentre i prezzi degli alimentari lavorati sono rallentati (+1,7%) e la flessione degli energetici regolamentati (-11,3%) e non regolamentati (-6,2%) si è acuita. I prezzi dei beni hanno avuto una lieve riduzione su base annua (-0,2%), mentre quelli dei servizi hanno visto un aumento più marcato (+3,6%). Il differenziale tra servizi e beni è cresciuto da 2,7 a 3,8 punti percentuali. Nel confronto mensile, i maggiori incrementi sono stati rilevati nei prezzi dei tabacchi (+3,3%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,1%), dei servizi relativi ai trasporti (+2,0%) e degli alimentari non lavorati (+1,1%). Solo parzialmente questi sono stati compensati dalla diminuzione degli energetici regolamentati (-1,2%). L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) segna un aumento dello 0,6% mensile e dell’1,6% annuo. Il ‘carrello della spesa’, che include beni alimentari, per la casa e la persona, è cresciuto del 2,2% annuo. L’inflazione di fondo, esclusi energetici e alimentari freschi, è aumentata dal 1,7% al 2,4%. Nell’Eurozona, il tasso di inflazione di febbraio è salito all’1,9% dall’1,7% di gennaio; l’Italia, con 1,6%, rimane tra i paesi con i valori più bassi.
L’inflazione balza all’1,6% a febbraio, carrello della spesa risale oltre il 2%
