Il 28 aprile ricorre la Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, promossa dall’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Nei primi due mesi del 2026, in Italia sono stati denunciati 91.912 infortuni sul lavoro, con una crescita del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre gli infortuni mortali sono diminuiti del 26,1%, passando da 138 a 102. Le malattie professionali hanno registrato un incremento del 14,2%. Questi dati, forniti da ANMIL sulla base delle rilevazioni Inail, evidenziano significative variazioni regionali: Valle d’Aosta (+16,8%) e Lazio (+12,4%) hanno visto il maggior aumento di infortuni, mentre Friuli Venezia Giulia (-7,8%) e Trentino (-7,1%) hanno registrato i cali maggiori. Gli incidenti mortali sono in calo in quasi tutte le Regioni, eccetto Campania, Marche, Molise e Sicilia, dove in quest’ultima i casi sono raddoppiati (da 5 a 10). L’incremento delle malattie professionali è particolarmente marcato in Valle d’Aosta (+44,4%), Molise (+43,5%) e Sicilia (+32%).
ANMIL ha sottolineato la necessità di maggiore attenzione pubblica ai rischi psicosociali legati all’instabilità e alle difficoltà professionali, sollecitando il coinvolgimento di cittadini, Terzo Settore e media per tutelare la dignità del lavoro.
La Giornata del 2026 è focalizzata sul benessere psicosociale, alla cui qualità concorrono sicurezza fisica, condizioni contrattuali, carichi di lavoro, chiarezza dei ruoli, autonomia, supporto e processi equi. Un rapporto appena pubblicato dall’OIL esamina come fattori psicosociali possano incidere sulla salute dei lavoratori e sulla produttività. Secondo OIL, ogni anno ci sono 840.000 decessi legati a malattie cardiovascolari e disturbi mentali favoriti da orari prolungati; il 35% dei lavoratori nel mondo lavora oltre 48 ore settimanali. Inoltre, il fenomeno di bullismo e violenza interessa il 23% dei lavoratori.
In Italia, secondo Inail, nel 2025 i morti sul lavoro e “in itinere” sono stati 792, in leggero calo rispetto al 2024. Gli incidenti mortali sono aumentati tra i 40-49 anni (da 137 a 148) e tra i 55-64 anni (da 279 a 300), mentre gli infortuni “in itinere” sono saliti a 293 casi (+13).