Alarm Phone ha segnalato il rischio di un nuovo naufragio avvenuto nella notte del 19 dicembre. Secondo l’ong, alle 14 dello stesso giorno era stata informata della partenza di un’imbarcazione da Zuwara la sera precedente, con a bordo 117 persone. Nonostante i ripetuti tentativi di contattare la barca tramite telefono satellitare, non è stato possibile stabilire una comunicazione. Sono state allertate la guardia costiera e altre ong, anche in assenza di una posizione GPS. La Guardia Costiera italiana, contattata dall’organizzazione, avrebbe confermato la ricezione della segnalazione via e-mail, ma avrebbe poi interrotto la conversazione senza fornire informazioni aggiuntive. In seguito, la Guardia costiera libica ha riferito telefonicamente di non aver soccorso né intercettato alcuna imbarcazione nei giorni indicati.

La sera del 21 dicembre, Alarm Phone ha appreso che pescatori tunisini avevano soccorso un unico sopravvissuto a bordo di una barca in legno, il quale avrebbe dichiarato di essere partito da Zuwara due giorni prima insieme ad altre persone. Secondo la sua testimonianza, poche ore dopo la partenza le condizioni meteorologiche sarebbero peggiorate rapidamente, con venti che hanno raggiunto i 40 km/h. L’ong sta cercando di verificare la vicenda, che al momento non è stata completamente confermata.

Sea Watch Italia, rilanciando il rapporto di Alarm Phone, sostiene che 116 persone risultano decedute nel naufragio avvenuto al largo della Tunisia, mentre l’unico sopravvissuto sarebbe stato salvato da un pescatore tunisino.