Un grande scandalo di frode nel sistema di welfare del Minnesota ha portato alla proposta di una nuova legge federale da parte della deputata repubblicana Mariannette Miller-Meeks. La proposta, chiamata Welfare Abuse and Laundering Zillions Act (WALZ Act), obbligherebbe l’Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ad aprire indagini su qualsiasi programma che registri un aumento del 10% o più nei pagamenti totali in un periodo di sei mesi. L’obiettivo è evitare che aumenti sospetti nei finanziamenti nascondano casi di frode, come avvenuto nei programmi di assistenza alimentare e sanitaria del Minnesota, dove secondo i procuratori federali il danno economico potrebbe toccare i 9 miliardi di dollari.

Il governatore del Minnesota Tim Walz è stato criticato per la gestione della vicenda: le preoccupazioni sulla frode risalgono al 2019, anno in cui è entrato in carica, e secondo i critici lo Stato non è riuscito a intervenire efficacemente nei cinque anni successivi. Walz ha dichiarato ai giornalisti di essere responsabile della situazione e intenzionato a risolverla.

Nel frattempo, 98 sindaci del Minnesota hanno inviato una lettera ai leader statali lamentando le ripercussioni delle politiche fiscali sulle loro comunità, segnalando la scomparsa di un surplus di 18 miliardi di dollari e un deficit previsto tra 2,9 e 3 miliardi nel biennio 2028-2029.

L’ex procuratore federale Joe Teirab, che ha partecipato all’inchiesta “Feeding Our Future” su una parte del caso, ha evidenziato quanto sia stato semplice per i responsabili della frode appropriarsi dei fondi, anche producendo false documentazioni e liste di nomi inventati. Teirab punta il dito anche contro le carenze di vigilanza da parte delle agenzie statali, come il Dipartimento dell’Istruzione del Minnesota, e spiega che la paura di essere accusati di razzismo ha portato numerosi funzionari a non approfondire i sospetti, dato che parte delle risorse doveva essere destinata anche alla comunità somala.